Metropoli sicure? - Mercoledì 3 a Lettere e Filosofia
Inviato da uniboom | 3 Ott, 2007c38 - collettivo di Lettere e Filosofia / Uniriot Bologna
VERSO IL CORTEO DEL 6 OTTOBRE IN DIFESA DEGLI SPAZI SOCIALI
ASSEMBLEA PUBBLICA:
METROPOLI SICURE ?
Desideri e paure. Dalle politiche securitarie alla produzione di diritti.
Ne parliamo con:
GIUSEPPE MOSCONI - Università di Padova
PAOLO COTTINO - Università di Venezia
DIRITTI SICURI - Padova
ANTAGONISMOGAY - Bologna
Mercoledì 3 ottobre ore 17
aula 4 Facoltà di lettere e filosofia, via Zamboni 38.
VERSO IL CORTEO DEL 6 OTTOBRE IN DIFESA DEGLI SPAZI SOCIALI
ASSEMBLEA PUBBLICA:
METROPOLI SICURE ?
Desideri e paure. Dalle politiche securitarie alla produzione di diritti.
Ne parliamo con:
GIUSEPPE MOSCONI - Università di Padova
PAOLO COTTINO - Università di Venezia
DIRITTI SICURI - Padova
ANTAGONISMOGAY - Bologna
Mercoledì 3 ottobre ore 17
aula 4 Facoltà di lettere e filosofia, via Zamboni 38.
Circuiti comunicativi innervano le metropoli, le ricreano continuamente nella materialità degli stili e delle immagini. Chi ci abita li vive, chi ne è lontano ne sente l eco. La Bologna dell innovazione politica e della sperimentazione artistica e culturale è una creazione collettiva. Può esistere solo in uno spazio pubblico, non perimetrabile, costitutivamente aperto ed attraversabile: l innovazione di qualsiasi sapere è sempre un esercizio comune, una pratica dell intellettualità diffusa. Le politiche di sicurezza, ovvero il tentativo di operare una selezione tra le forme di vita, provano a creare una frattura tra i flussi espressivi e i corpi in movimento che innervano lo spazio metropolitano: le retoriche della sicurezza, del degrado e della legalità costituiscono il piano della legittimazione politica degli sgomberi dei centri sociali, della militarizzazione degli spazi pubblici, dei tentativi di disciplinare comportamenti e forme dello stare insieme. Stiamo assistendo ad un processo di affermazione strutturale di un paradigma di controllo del lavoro vivo costruito attorno alla precarizzazione delle esistenze, a dispositivi di accesso differenziali alla cittadinanza e alla gerarchizzazione delle forme di vita metropolitane. Pensare la metropoli come unità di produzione significa mettere al centro della nostra ricerca politica da un lato la tensione che si da costantemente tra le pratiche di sperimentazione espressiva, singolari e collettive, e i dispositivi del controllo sociale; e dall altro agire quella contraddizione che vede sempre più il capitale divenire-rendita e il lavoro unico protagonista della produzione metropolitana. Partiamo da noi, dal nostro essere ibridi, studenti e precari, lavoratori della creazione e produttori di valore. Dalle potenzialità della nostra cooperazione. Mercoledì il nostro sguardo sulla metropoli incrocerà altri sguardi....
C-38 collettivo di lettere e filosofia- UNIRIOT bo
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