Parma, obbligo di firma per sei mesi a due degli ex-occupanti del Mario Lupo
Inviato da uniboom | 7 Feb, 2007Martedì 6 febbraio 2007 si è svolto il processo ai 2 compagni e alla compagna arrestati in seguito all'occupazione del Mario Lupo di sabato 27/01/07.
Sono stati condannati a 6 mesi, due di loro non hanno potuto beneficiare della condizionale, seppur incensurati, e pertanto la pena è stata commutata in un anno di libertà vigilata, che si traduce nel ritiro del passaporto e nell'obbligo di firmare più volte la settimana nel commissariato più vicino a casa.
Seguono il Comunicato dell'assemblea permanente dello Spazio Sociale Mario Lupo e i due scritti da Supporto legale .
Comunicato in seguito al processo del 6-2-07
Martedì si è svolto il processo nei confronti di Alice, Davide e Tommaso, accusati per L'occupazione e il danneggiamento della palazzina di P.le Allende, sede storica dellospazio sociale Mario Lupo. Il giudice Mastroberardino, ha sostanzialmente accolto le richieste del pm Russo: 6 mesi con la sospensione condizionale della pena per Tommaso, 6 mesi senza la sospensione commutati in un anno di libertà vigilata perAlice e Davide.
Questa sentenza era praticamente già scritta; l'amministrazione comunale non poteva permettere che fosse riaperta la questione dopo aver fatto di tutto per metterla sottosilenzio. Doveva assolutamente evitare che si potesse verificare ancora un fatto delgenere: dopo tutto si tratta di un'occupazione abusiva come tante altre avvenute a Parma negli ultimi 20 anni.
Con il Mario Lupo è diverso, le autorità cittadine non potevanotollerare un'altra eventuale occupazione, sin dalle prime dichiarazioni del sindacoUbaldi che a gran voce invocava la galera per gli occupanti, è stato chiaro che alla
battaglia su questo spazio dovevano mettere la parola fine con la linea dura.
Questo spiega i due giorni di carcere, il processo per direttissima, le condanne a carico deinostri compagni.Non assisteremo passivamente alla devastazione sociale, culturale , ambientale che questa giunta sta portando avanti con metodo, anche grazie alla complicità interessata di un'opposizione che ormai non è più tale nemmeno a parole...sappiamo bene che la politica di rapina che i poteri forti locali attuano da anni impunemente genera continuamentecontraddizioni e conflitti che sempre più difficilmente sono recuperati alla tristezza della normalità.
Sappiamo bene che "rispettabili" cittadini di Parma come Lunardi, Pizzarotti sonoresponsabili nel tentativo di devastare la ValSusa o il territorio di Vicenza, nonostante la netta opposizione di gan parte delle popolazioni locali. Invitiamo tutti coloro chehanno espresso simpatia e solidarietà verso la questione del Mario Lupo a continuare lalotta contro la riqualificazione urbana targata Ubaldi, a sostenere la battaglia per la riappropriazione di spazi sociali in città, ad appoggiare le istanze portate avanti datutti coloro che hanno problemi sulla casa.
Allo stesso modo invitiamo tutti a stringercii ntorno alla compagna e ai due compagni colpiti dalla repressione in modo da far capire amagistrati, poliziotti, politicanti vari che non ci fanno paura.
LA MEMORIA NON SI CANCELLA; LE LOTTE NON SI PROCESSANO
assemblea permanente mario lupo
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PARMA: UN FINALE DA CARNEVALE
E' stata un'altra lunga giornata quella che martedi 6 febbraio hanno
vissuto i tre compagni che tra il 27 e il 28 gennaio sono rimasti 36 ore
sul tetto del CS Mario Lupo di Parma, prima di essere trattenuti in
arresto per 48 ore.
Il processo, a rito abbreviato, avrebbe dovuto tenersi alle 11.30; dopo
una serie di rinvii "tecnici", l'udienza è finalmente iniziata alle 16. Il
Pubblico Ministero chiede sei mesi per tutti e tre, con la trasformazione
della pena in libertà controllata per i due imputati parmensi. Dopo un'ora
di camera di consiglio arriva la sentenza: andando oltre le richieste del
PM, il giudice condanna i due parmensi a un anno, senza condizionale, di
libertà controllata – ovvero obbligo di firma, restrizioni sugli
spostamenti, ritiro di patente o passaporto, a seconda di quanto deciderà
il Tribunale di sorveglianza. Mano più leggera, invece, con il terzo
imputato: sei mesi con condizionale, pena sospesa e non menzione.
E' una sentenza che dimostra in pieno la natura politica di questo
processo, giustificata e sostenuta dal muro eretto da istituzioni e
politici nei confronti degli occupanti dell'ex macello.
I motivi di una condanna così pesante sono una vera e propria aberrazione
giuridica: tutti e tre gli imputati risultano infatti incensurati, senza
condanne ne’ processi a carico. Ma i due parmensi hanno diverse
segnalazioni per la loro partecipazione a manifestazioni non autorizzate:
tanto basta a farli diventare socialmente pericolosi. Questa, almeno, è la
motivazione ufficiale delle pene inflitte ieri; ma è evidente la volontà
di punire gli occupanti in maniera esemplare, sia per reprimere altre
proteste, sia per mettere in chiaro che nulla passa inosservato e nulla
viene dimenticato.
E fatto pagare, prima o poi.
Supporto Legale
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PARMA: NESSUN DORMA
27 gennaio 1977: a Parma viene occupata l’area dell’ex macello. Nasce
quello che nei primi anni ottanta diventerà il CS Mario Lupo, in memoria
del militante antifascista di Lotta Continua ucciso in un agguato da una
squadra di missini nel 1972, e che costituirà per decenni una presenza
forte e radicata sul territorio.
7 ottobre 2005: dopo un lungo braccio di ferro e un primo tentativo a
settembre, il Mario Lupo viene sgomberato. Questura e Comune scelgono un
atto di forza: vengono demolite parti della pavimentazione dell’edificio e
del sottotetto, mettendo a repentaglio l’incolumità delle persone presenti
sul tetto. Segue una grande manifestazione cittadina il 15 ottobre. Il
Mario Lupo non ha più una sede, ma continua ad organizzare iniziative in
città: presidi, manifestazioni, assemblee, partecipazione alla
manifestazione del 25 aprile e alla costruzione dell’Hackmeeting, che a
settembre radunerà per tre giorni un migliaio di persone da tutta Italia.
14 settembre 2006: il csoa Paguro viene sgomberato senza alcun preavviso.
Ancora le modalità dello sgombero sono ingiustificatamente aggressive: due
delle cinque persone che dormivano all’interno sono state picchiate e una
deve essere trasportata in ospedale con contusioni e ferite.
Ottobre 2006: in risposta all’ennesimo atto di speculazione edilizia e
criminalizzazione politica, i primi del mese viene occupato per tre giorni
l’ex padiglione neurologico Vighi. In seguito, con una conferenza stampa
si rilancia il progetto di creazione di un centro di documentazione
antifascista, già presentato alla giunta comunale e da essa bocciato senza
appello.
Sabato 27 e domenica 28 gennaio 2007, a trent'anni dalla sua nascita, il
Mario Lupo e' stato nuovamente occupato, allo scopo di restituire questo
spazio alla cittadinanza destinandolo a centro di documentazione
antifascista. Poco dopo l’occupazione, le forze dell’ordine sono entrate
nello stabile sgomberandolo energicamente, e tre occupanti si sono trovati
bloccati sul tetto. Vi sono rimasti un giorno e mezzo, mentre il sindaco
Elvio Ubaldi da subito congelava qualsiasi possibilità di trattativa
dichiarando in una città medaglia d'oro alla Resistenza: "Sono fascisti,
vogliono dimostrare di essere più forti dello stato. Non ci può essere
alcun dialogo". Una volta scesi, sono stati arrestati e condotti nel
carcere di via Burla; rilasciati soltanto martedì notte, dopo una serie di
rinvii da operetta, saranno processati martedì 6 febbraio con l’accusa di
occupazione abusiva e concorso in danneggiamento aggravato.
Le reazioni politiche sono state ugualmente scomposte sia a destra che a
sinistra: dalla pronta e netta condanna del segretario provinciale DS
Liaci, al suo omologo della Margherita che porta la sua solidarietà alle
forze dell’ordine e parla di «comportamenti fascisti tipici
dell'estremismo di sinistra», Non mancano i giovani di AN e Massimo Moine,
presidente provinciale del partito, che protestano per l’uso della parola
"fascisti" in riferimento agli "estremisti di sinistra".
Reazioni peraltro appropriate in una città in cui si vietano volantinaggi
e si ordinano sequestri di volantini da parte dei vigili urbani.
Le istituzioni, con un accordo armonioso e perfetto tra Comune e Procura,
hanno avallato una situazione nella quale tre persone sono state
trattenute in carcere per due giorni, con un provvedimento di arresto che
in questi casi è facoltativo, in attesa dapprima di una perizia da parte
del comune, poi di un giudice, di un cancelliere e infine di uno
stenografo...
Attualmente due delle tre persone arrestate sono sottoposte ad obbligo di
firma fino al 6 febbraio, data in cui sarà celebrato il processo; mentre
resta tutta da dimostrare la loro partecipazione a quel "concorso in
danneggiamento aggravato", che per ora si basa su deduzioni più che su
testimonianze e prove concrete.
In questo scenario, suona paradossale se non derisoria la dichiarazione di
Civiltà Parmigiana, lista civica del sindaco Ubaldi, che ha ringraziato
sindaco e assessore alle politiche abitative che "ancora una volta hanno
dimostrato che oggi a Parma i diritti dei cittadini vengono garantiti fino
in fondo".
Supporto Legale
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