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Se potessi avere mille euro al mese. L'università blocca gli stipendi dei precari.

Inviato da uniboom | 16 Nov, 2007
da Zic.it / AcabNews:

Se potessi avere mille lire al mese, diceva una vecchia canzone. Generazione mille euro, dice uno slogan (e il titolo di un libro) molto più recente. Ebbene, all'università (di Bologna e non solo) la vita funziona in modo bizzarro, e in questi giorni ne abbiamo l'ennesima riprova. Avere mille euro ogni mese e ricevere la busta paga con regolarità per molti, ovvero per i ricercatori precari (oltre 3000 qui a Bologna), è una conquista. Per altri mille euro non sono che una porzione ridotta del proprio stipendio.

Immaginiamo questa vicenda: Novembre 2007: gli uffici dell'università si trovano a dover introdurre piccole variazioni nei contributi per coloro che sono iscritti alla gestione separata INPS (ovvero co-co-co e simili). Dato l'impiccio, occorrerà bloccare l'invio delle buste paga fino a che il problema non sia risolto. Non è interessante sapere
se la "colpa" dell'impiccio sia dell'INPS o degli uffici dell'università. E' invece interessante sapere a chi vengono bloccate
le buste paga. Vogliamo provare a indovinare? Ma a chi riceve più o meno mille euro al mese, ovviamente (per la precisione: i dottorandi ne ricevono meno di 850, di euro)! A chi non è stabile ma cococo - ovvero a titolari di assegni di ricerca, dottorandi e simili. Perché andare a colpire, poverino, chi ne intasca 2500, o 3000? Come farà?
Magari tiene famiglia, mentre i precari sono giovani. E' cosi' per davvero? In Italia l'età media di chi ha un posto fisso
all'universita' e' tra le piu' alte al mondo, e anche l'eta' media dei ricercatori precari non e' certo bassa. Insomma, non si sta parlando di ragazzini ma di trentenni e quarantenni. Eppure, alla fine dei conti quei mille euro ricevuti ogni mese sembrano davvero un sogno.
Così va il mondo, in uno dei più grandi atenei d'Italia nel mese del signore novembre 2007.